Dell'accordo Cina-Russia si sa tutto tranne la cosa più importante

L’unico numero che ancora non si conosce dell’accordo firmato oggi tra la russa Gazprom e la cinese China National Petroleum Corp. sulla fornitura di gas è anche l’unico che ci interessa sapere. Si conoscono la stima del giro di affari complessivo dell’accordo (400 miliardi di dollari), la sua durata (30 anni), gli investimenti in infrastrutture (80 miliardi circa), i metri cubici che la Cina riceverà da Gazprom (38 miliardi all’anno). Quello che non si sa, e che forse non sapremo mai, perché è “segreto commerciale” è quanto pagheranno i cinesi per rifornirsi di gas russo. Leggi anche Pompili e Cau Se un alieno atterra in Cina
11 AGO 20
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L’unico numero che ancora non si conosce dell’accordo firmato oggi tra la russa Gazprom e la cinese China National Petroleum Corp. sulla fornitura di gas è anche l’unico che ci interessa sapere. Si conoscono la stima del giro di affari complessivo dell’accordo (400 miliardi di dollari), la sua durata (30 anni), gli investimenti in infrastrutture (80 miliardi circa), i metri cubici che la Cina riceverà da Gazprom (38 miliardi all’anno). Quello che non si sa, e che forse non sapremo mai, perché è “segreto commerciale” è quanto pagheranno i cinesi per rifornirsi di gas russo. E’ il dato più importante, perché delinea i rapporti di forza tra i due paesi, e consente di capire chi ha ottenuto maggiori vantaggi dall’accordo. I negoziati sulla fornitura di gas russo alla Cina vanno avanti da quasi dieci anni, e se finora le due parti non avevano trovato un accordo era a causa del prezzo. Gli analisti ritengono che a sbloccare la situazione siano stati la crisi economica in Russia e l’isolamento internazionale di Mosca a seguito della questione in Ucraina. Con l’Europa che si organizza per fare a meno del gas russo e l’America pronta a sanzionare il settore energetico del paese, Vladimir Putin sarebbe stato costretto a fare enormi concessioni alla Cina pur di trovare un nuovo compratore per il suo gas – e per mostrare all’occidente che un’alleanza agli idrocarburi con Pechino è in grado di ribaltare gli equilibri geopolitici.
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La soglia minima sotto la quale Gazprom non concede mai il suo gas è quella di 12 dollari per piede cubo (28 litri circa), ma si ritiene che la Cina abbia strappato un prezzo di 10-11 dollari, e questo per Mosca potrebbe costituire un precedente negativo. La Russia ha bisogno di vendere il suo gas alla Cina, ma Pechino, al contrario, ha garanzie di ottenere gas dai suoi giacimenti in Asia centrale per i prossimi dieci anni. Per questo Mosca non è riuscita come è sua abitudine a usare gli approvvigionamenti di gas come leva politica.

L’accordo tra Cina e Russia ha una rilevanza notevole, economica e geopolitica, ma alcuni analisti, come Mark Adomanis su Forbes, consigliano cautela nella sua valutazione. 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno sembra una cifra assurda, scrive Adomanis, ma è una frazione del fabbisogno cinese, e in realtà alla sola Ucraina fino all’anno scorso la Russia forniva 40 miliardi di metri cubi. La fornitura, poi, inizierà nel 2018, e i contratti fatti da “capitalisti statali” come Gazprom e la China National Petroleum Corp. hanno una legalità labile e una durata incerta (la politica del gas di Vladimir Putin lo dimostra). L’accordo dovrebbe durare trent’anni, ma potrebbe non superare i 15 o i 20. Il passo è importante, ma per parlare di un nuovo asse di Putin con la Cina bisogna ancora aspettare.
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